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| La Redazione |
| ...Pace? |
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Sabato e domenica si terrà la marcia Perugia-Assisi. La pace, ha detto ieri don Ciotti, «comincia dal basso, si affida alle scelte e ai comportamenti di ciascuno di noi. Le dichiarazioni di principio servono a poco se tutti non assumiamo la responsabilità di trasformarle in fatti concreti, cioè nella storia delle persone, tutela della loro dignità, strumento di giustizia sociale». E, a proposito della storia delle persone e della tutela della loro dignità, il nostro pensiero va ai cassintegrati dell’isola dell’Asinara che ieri hanno visto spegnersi la speranza che la multinazionale Ramco finalmente firmasse per salvare l’impianto sardo e la chimica (un settore che in Italia dà lavoro a 15mila persone). Nelle pagine del diario online (www.isoladeicassintegrati.com) gli operai, che da 78 giorni occupano l’ex carcere, raccontano l’amarezza e la rabbia, lo sconforto e le lacrime. Si sono imposti ai media, sono diventati ogni giorno una notizia, hanno raccolto attorno a sé quasi 99mila contatti su facebook e ora, a un passo dalla firma, piombano di nuovo nell’incertezza. Di che pace si può parlare quando non è assicurato quel diritto che la Costituzione afferma essere il primo? E di che pace possiamo parlare quando una nostra lettrice, volontaria della Operazione Colombo a Castel Volturno, ci scrive: «da domattina iniziamo ad andare sui bus alle 5 perché si stanno infittendo i controlli dei carabinieri che fermano gli autobus con i lavoratori africani (e non solo); fanno scendere tutti, chiedono i documenti; danno vita a dei veri rastrellamenti, che servono solo a fare perdere una giornata di lavoro anche a quelli con regolare permesso. Tutti che fuggono, una vergogna. Da domani iniziamo anche con questa attività: vedere, filmare se vi sono violenze, frapporsi... che tristezza per il genere umano!».
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