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Israele e la Freedom Flottilla Violenza genera violenza
Mao Valpiana
L'aggressione della marina militare israeliana contro la "Freedom
Flottilla", battente bandiera turca in rotta verso la striscia di Gaza,
con la conseguente strage, è un gravissimo atto di pirateria che deve
essere giudicato e condannato da un Tribunale internazionale.

Il governo israeliano, che ha rivendicato e giustificato l'attacco, sta
conducendo una politica che distrugge ogni possibilità di proseguimento
del processo di pace e che pone Israele nell'isolamento internazionale.
La conseguenza di questa follia è il rafforzamento delle voci più
estremiste e integraliste in Iran, in Arabia Saudita, in Turchia, che
mirano alla distruzione di Israele.

La violenza del governo di Israele alimenta la violenza dei sostenitori
di Hamas, creando una spirale di odio che degenera ogni giorno di più.

Chi ha davvero a cuore il destino della Palestina, oggi deve lavorare
per liberarla dall'abbraccio mortale di regimi totalitari e gruppi
politici antisemiti che vorrebbero islamizzare l'intera area.
Chi ha davvero a cuore il destino di Israele, oggi deve lavorare per
liberarla da un governo sempre più estremista e violento, che vuole
imporre la propria potenza negando ogni diritto altrui.

Il faticoso sentiero del processo di pace è tutto in salita e ha un solo
sbocco possibile: la convivenza di palestinesi e israeliani in un'unica
terra.
Israele ha tutto il diritto di esistere, e deve farlo nel pieno rispetto
del diritto internazionale e della libertà altrui. La Palestina ha tutto
il diritto di esistere, e deve farlo in modo democratico e garantendo la
sicurezza altrui.

Il punto nodale dell'intera vicenda è sempre lo stesso: sconfiggere la
tentazione alla "pulizia etnica" dall'una e dall'altra parte, e
favorire la convivenza pluri-etnica, pluri-religiosa, pluri-culturale.

In quel fazzoletto di terra, per arabi ed ebrei, la pace si chiama
"convivenza"; per questo il nostro compito è quello di sostenere,
aiutare, favorire le azioni e le voci di chi a Tel Aviv e Gaza, a
Gerusalemme e Ramallah, lavora per la nonviolenza e con la nonviolenza.

Per Israele/Palestina c'è un unico destino.
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