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| Vi voglio parlare del libro di don Sciortino |
| Gabriella Arcangeli |
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Andando a Lourdes in treno ho letto questo libro, appena uscito: l’autore è sacerdote della Società S. Paolo dal 1980, giornalista professionista dal 1986, direttore del mensile “Famiglia oggi” e del settimanale “Famiglia cristiana”, nel 2008 ha pubblicato per Mondadori il libro “La famiglia cristiana. Una risorsa ignorata”.
Il tema è molto attuale, “oggi il vero scontro di civiltà si gioca in Parlamento e nelle piazze. Temi della contesa, l’accoglienza e il rispetto della persona straniera. A prendere il sopravvento è il principio di indesiderabilità. Irregolari e clandestini sono da espellere… Se vogliono un’altra possibilità, la cerchino altrove. In altri Paesi, non in Italia. Per un Paese, come il nostro, che si dichiara cattolico, è difficile capire come si possano discriminare gli stranieri e atteggiarsi poi a difensori del crocifisso.” Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio agli Italiani, a fine 2009, ha messo in guardia dalle tentazioni xenofobe e razziste. “Il nuovo slancio di cui ha bisogno l’Italia per andare oltre la crisi, verso un futuro più sicuro… richiede il recupero di valori condivisi. Valori di solidarietà. Solidarietà significa anche comprensione e accoglienza verso gli stranieri che vengono in Italia… per svolgere un onesto lavoro o per trovare rifugio da guerre e da persecuzioni.” Papa Benedetto XVI, il 1° gennaio 2010 ha detto che “la pace incomincia da uno sguardo rispettoso, che riconosce nel volto dell’altro una persona, qualunque sia il colore della sua pelle, la sua nazionalità, la sua lingua, la sua religione.” Ha evidenziato come “ormai è sempre più comune l’esperienza di classi composte da bambini di varie nazionalità… i loro volti sono una profezia dell’umanità che siamo chiamati a formare: una famiglia di famiglie e di popoli.” Nell’enciclica “Caritas in Veritate” afferma: “Il migrante è una persona umana con diritti fondamentali inalienabili, da rispettare sempre e da tutti. Gesù stesso, da bambino, ha vissuto l’esperienza del migrante… insieme a Giuseppe e Maria.” Il card. Tettamanzi parla di bambini immigrati come di “una grande speranza per il futuro”. Bisogna vincere la tentazione di giudicare gli altri in base alla nazionalità, nel bene e nel male. Dopo l’unità d’Italia non vi fu regione esente dal fenomeno migratorio, migliaia di nostri connazionali sono emigrati clandestinamente, hanno vissuto esperienze drammatiche, sono morti nel valicare le Alpi, o nella miniera di Marcinelle, in Belgio; i nostri emigrati in Svizzera scrissero su uno striscione: “Cercavate braccia, sono arrivate persone”. “Per tante nazioni, l’Italia in particolare, l’immigrazione non è un lusso, ma una vera necessità. E decisiva. Sono i dati a dimostrarlo. Lo riconosce anche chi fa demagogia contro gli immigrati. Senza il loro lavoro, il paese si ferma. Dall’industria all’agricoltura, dagli ospedali ai trasporti. Per non parlare dell’assistenza agli anziani. Gli stranieri partono dal fondo della fila. Fanno i lavori che i nostri figli non vogliono più. Lavorano di notte e di domenica.” (p.46) “A livello nazionale, sono in aumento le imprese agricole condotte da extracomunitari, cresciute più del 26,3% negli ultimi 5-6 anni. Oggi 6.747 aziende agricole in mano agli stranieri danno lavoro a molti italiani.” (p.50) “Oggi la spesa media di una famiglia per la cura di un anziano è sui 1.000 euro”, spiega il presidente Acli milanesi, Gianni Bottalico. “Le rette mensili in una struttura protetta vanno da 1.600 a 2.800 euro. Se le badanti venissero allontanate, si innescherebbe un’emergenza per le famiglie, che sarebbero costrette a rivolgersi ai Comuni, con un aggravio dei costi per le amministrazioni. L’assistenza in famiglia, oltre a essere un risparmio, è anche un valore.” (“Famiglia cristiana”, n.29/2003, cit. a pagg. 50-51) Personalmente preferisco usare il termine “assistente”, che trovo molto più conveniente e rispettoso, sia per chi svolge il lavoro che per chi lo riceve. “Non scherza neppure il settore dell’edilizia. Gli extracomunitari che lavorano nei cantieri italiani sono un esercito di 250.000… Più delle volte sono impiegati al Nord. Rappresentano il 15% del totale dei lavoratori impiegati nel compartimento.” (p.52) “Secondo Banca d’Italia, l’immigrazione ci è di aiuto in termini fiscali economici… di qualità di occupazione. Sono una risorsa per l’erario, la previdenza sociale e i privati. Ciò nonostante, non li vogliamo.” (p.53) “I 4 milioni e mezzo di cittadini stranieri, presenti regolarmente nel Paese, sono pari al 7,2% della popolazione italiana… Gli stranieri, in senso stretto, sono quasi il 10% degli occupati. Contribuiscono con un’analoga quota alla ricchezza del paese.” (p. 55) “Non corrisponde al vero… che l’aumento della criminalità è direttamente proporzionale all’aumento della popolazione straniera. Le due cose non vanno di pari passo. Non esiste, in Italia, un’emergenza criminalità.” “Vanno considerati la loro precarietà, l’esposizione alle necessità materiali, l’esclusione sociale, il coinvolgimento nella criminalità organizzata, anche come conseguenza di leggi che restringono gli spazi di ingresso e soggiorno regolari.” (p. 63) “Occorre vigilare e far rispettare le leggi. Con fermezza… Certi giudizi, però, vanno ridimensionati. Gli stranieri sono diventati “capro espiatorio” di tanti disagi sociali. Un grave errore. Oltre che ingiusto.” (pp.69-70) “Semmai c’è da dire che gli immigrati, associati sempre all’idea di criminalità, evidenziano il basso livello di legalità del nostro Paese. Come dimostrano le assunzioni in nero, il ricorso al caporalato, l’evasione fiscale, l’inosservanza delle norme contrattuali, il mancato riconoscimento delle qualifiche professionali.” (p.70) Questo articolo non ha nessuna pretesa di sintetizzare il libro, che tocca un’ampia gamma di aspetti, vorrebbe essere un semplice invito alla lettura. Aggiungo una semplice osservazione. Come farebbe la nostra parrocchia di S. Maria Maddalena in Bonifati, senza le preziose presenze di Antony e Carlos, rumeni, il loro indispensabile, molteplice e qualificato servizio? Ecco un esempio di integrazione riuscita, che merita tutta la nostra stima e il nostro apprezzamento.
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