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| newsletter festa dei papà |
| La Redazione |
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Domani è san Giuseppe. Festa di tutti i papà (babbi). Ma è davvero un tempo particolare per i padri questo che stiamo vivendo. Difficile essere capi famiglia al giorno d’oggi, in un momento di crisi così grave, che ci propone uomini sui tetti, sulle gru, confinati in quell’isola di cassintegrati che è oggi l’Asinara, per cercare di dare maggiore visibilità alla mancanza di quello che l’Italia, nella sua Costituzione, considera il primo diritto: il lavoro. È un tempo difficoltoso anche per i papà che sono privi di permesso di soggiorno e che, secondo una recente sentenza della Cassazione, non possono chiedere di rimanere in Italia “solo” perché hanno figli che frequentano le nostre scuole e che in questo Paese si sono inseriti. Non c’è “trauma sentimentale” che tenga per questi piccoli, i giudici hanno stabilito che è consentito agli stranieri irregolari la permanenza per un periodo di tempo determinato solo in nome di «gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore se determinati da una situazione d’emergenza». La frequenza della scuola e il normale processo educativo formativo sono situazioni di «essenziale normalità». In caso contrario – scrivono – si potrebbe strumentalizzare l’infanzia. Una strana sentenza in una società che cerca in tutti i modi di farci credere che la famiglia deve essere al primo posto, deve rappresentare il fulcro di una nazione. Una sentenza alquanto singolare per una collettività che dibatte continuamente sulla presenza e figura genitoriale, e che fa finta di non rendersi conto di quanto fragile possa diventare un bambino cui manca una figura di riferimento importante in un contesto già difficile, com’è quello dell’integrazione. Sembra più un verdetto che condanna i figli con i padri. Buona festa del papà (babbo)!
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