Giustizia sociale e migrazioni. Lo “scafista” racconta Un barcone arriva a Lampedusa Meltingpot
Domenica, 19 Febbraio 2023 20:53

Giustizia sociale e migrazioni. Lo “scafista” racconta

Il 20 febbraio si celebra la Giornata mondiale della giustizia sociale, un “principio fondamentale per la coesistenza pacifica e prospera dentro e tra le nazioni”

Nel 2007 l’Assemblea Generale dell’Onu ha proclamato la ricorrenza come appello alla comunità internazionale per sradicare la povertà e promuovere il lavoro dignitoso, l'uguaglianza di genere e l'accesso al benessere sociale e alla giustizia.

La migrazione è considerata una forma di “accesso al benessere sociale” da parte di popoli poveri e schiacciati dalla globalizzazione, ma in Europa è fortemente ostacolata per chi arriva da certi Paesi.

Sami (nome di fantasia) è arrivato alla comunità intercongregazionale di Modica (RG) in un momento drammatico della sua vita. Era approdato in Sicilia minorenne, costretto a guidare un barcone pieno di gente. La traversata era stata difficile, ma lui era riuscito a raggiungere la meta senza perdita di vite umane. Pensava di essere ringraziato, e invece lo arrestano come trafficante di esseri umani.
Sami bussa alla nostra porta disperato: senza documenti e con il processo in corso. Dopo un anno, riesce a trovare un lavoro regolare, ha il permesso di soggiorno, la residenza e, grazie all’associazione Borderline Sicilia, risolve anche la questione giudiziaria: gli danno la possibilità di svolgere un lavoro socialmente utile. Il giudice ha capito che Sami è responsabile, generoso e disposto a dare il meglio di sé.

Quando abbiamo trovato per lui una casa con due camere da letto ha esultato: «Ora posso ricambiare quello che ho ricevuto e accogliere a mia volta chi è nel bisogno». L’occasione è arrivata presto, e lui ha aperto la porta a un giovane tunisino che era sulla strada e che adesso è molto felice di aver trovato in Sami un fratello.
Sul posto di lavoro è diventato amico di un ragazzo italiano in crisi con la sua famiglia e si è fatto promotore della riconciliazione. La mamma del giovane italiano mai avrebbe pensato che un ragazzo africano, musulmano e che ha conosciuto l’inferno della traversata dall’Africa all’Italia potesse sistemare la loro complessa situazione familiare.

La storia di Sami apre gli occhi sui cosiddettiscafisti”: spesso sono ragazzi obbligati a mettersi alla guida dei barconi sotto minaccia di tortura. Quando arrivano sono trattati da criminali, ma i veri trafficanti su quei barconi non viaggiano mai.

Nella giornata della giustizia sociale, pensiamo anche a Sami e a quelli come lui.

Last modified on Domenica, 19 Febbraio 2023 21:05

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