Siamo a metà del mese di luglio. Lo abbiamo iniziato nel ricordo del 25° della strage di Srebrenica: un eccidio raccapricciante, tanto più perché consumato sotto gli occhi di 600 “caschi blu” olandesi, parte delle forze internazionali di pace delle Nazioni Unite.
L’Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne ricorda «8372 musulmani massacrati alle porte d’Europa e si stringe con solidale vicinanza alle donne e alle associazioni che per decenni hanno lavorato e tutt’oggi lavorano per curare le ferite senza nascondere le cicatrici, elaborare i traumi senza cancellare la memoria, ottenere giustizia senza rinunciare alla conciliazione».
E questo mese continua proiettato verso Il 27 luglio, primo giorno di convocazione delle donne che si sentono #dallastessaparte per cambiare l’Italia nelle sue forme e nei suoi modi.
«Attenzione, cura e compassione, questi sono i principi ordinatori della civiltà delle donne che è stata parallela alla civiltà degli uomini lungo tutto il corso della storia e che ha permesso la sopravvivenza del genere umano.
Attenzione, cura e compassione sono i criteri che possono cambiare tutto: il modo di far politica, il modo di curare, il modo di studiare e di imparare, il modo di insegnare, il modo di far giustizia e di guardare il mondo e di organizzarlo».
Cambiare un Paese – sottolinea Alessandra Bocchetti – è un processo lungo, ma questo non ci deve spaventare. Ogni società ha i suoi principi ordinatori; finora sono stati la forza, il potere e il denaro. Ma ci sembra che si sia raggiunto un limite: un limite per l’aria pulita, per l’acqua bevibile, un limite di veleni. Troppa povertà, troppa indifferenza...»
“Dalla stessa parte” è un’azione politica, un processo avviato dalle donne per incontrarsi e confrontarsi, perché la spesa quotidiana, pari al 70% dell’economia del Paese, è anzitutto nelle loro mani e i miliardi di “risparmi delle famiglie” sono anzitutto frutto del lavoro doppio o anche triplo delle donne.
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