Si è svolta, in Brasile, la quattordicesima edizione (13-17 marzo) del World Social Forum, che vede la partecipazione di tanti tra gli esponenti di movimenti laici e cristiani, organizzazioni, reti sociali e sindacali di tutti i continenti. Presenti attivamente anche i missionari e missionarie comboniane, impegnate in Brasile (e non solo) nella difesa dei diritti degli ultimi e nella tutela di un ambiente sempre più minacciato.
Il Forum ha trattato ben 19 temi diversi, dai diritti umani, ai femminismi alla democratizzazione dell'economia. Tra questi, due si distaccano per il loro essere trasversale: quello sulle culture di resistenza e quello sul futuro del Forum Sociale Mondiale.
L’eterogeneità degli approcci alla giustizia sociale e alla rivendicazione dei diritti è grande.
La famiglia comboniana, partecipe anche all’organizzazione del Forum, ha promosso quattro workshop tra cui uno sull’accaparramento delle terre, uno sulla situazione politica di Congo e sud Sudan, e uno con il progetto Justica nos trilhos, che difende le comunità minacciate dai grandi progetti siderurgici della multinazionale Vale, in Maranhão, Brasile.
Lo Slogan è “Resistere è creare, resistere è trasformare” e il Forum è certamente una bellissima espressione di resistenza per chi vive questo grande evento.
Tre sono i nomi che risuonano con forza tra le gente: Lula e Dilma, con la loro continua denuncia del colpo di stato "bianco" e Mariella Franco, assessora del Partido del PSOL, assassinata il 14 marzo, appena 4 giorni dopo aver denunciato gli abusi dell'intervento militare armato in Rio de Janeiro.
Mariella era una donna, afrobrasiliana, abitante della favela della Marè, consigliera comunale di Rio de Janeiro. È stata uccisa in pieno centro a Rio. Uccisa perché donna, afrobrasiliana, abitante delle favela. Uccisa perché difendeva i diritti di tutti e di tutte e coniugava tutti i diritti al femminile. Uccisa perché ha denunciato la violenza della polizia. La sua morte ha pesato sul clima del Forum.
Il grave fatto ha avuto numerose ripercussioni sulle decisioni mondiali, oltre che nel Forum, durante il quale sono state organizzate anche manifestazioni di protesta e di denuncia. Voci di una manifestazione, di un incontro tra organizzatori e poteri concreti che, al di là dei sogni, vogliono ragionare, agire, resistere per salvaguardare questa terra invasa da una grave crisi socio-ambientale.
“Resistere è creare, resistere è trasformare” risuona accanto al nome di chi non c’è più, ma è comunque presente, nella mente e nel cuore di un Brasile segnato dallo shock di un assassinio a una settimana dalla Pasqua, mentre cristiani e non invocano vita.